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Redazione Musisfera
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“Crown In The Grave” dei Trivium: una dichiarazione audace, non solo un album

L'undicesimo album in studio dei Trivium, “Crown In The Grave”, segna una profonda evoluzione per la band, bilanciando attentamente il loro sound consolidato con nuove audaci direzioni artistiche.

Pubblicato
11 ottobre 2026
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Immagine generata con l'IA

Una band al suo undicesimo album in studio può davvero forgiare una nuova identità, o è destinata a raffinare semplicemente ciò che è venuto prima? Con “Crown In The Grave”, in uscita il 20 novembre 2026, i Trivium sembrano rispondere a questa domanda con una clamorosa affermazione di crescita artistica, puntando non solo a resistere ma a ridefinire il loro posto nella musica heavy.

Il quartetto di Orlando ha annunciato la sua ultima opera, il primo lavoro in studio completo in cinque anni dall'album del 2021 “In The Court Of The Dragon”, segnando il divario più lungo tra due album dal loro debutto nel 2003. Questo nuovo capitolo annuncia anche il debutto ufficiale sull'album del batterista Alex Rüdinger, che si è unito alla band alla fine del 2025. Il materiale per “Crown In The Grave” è stato realizzato per la prima volta in The Hangar, il loro studio autocostruito a Orlando, una mossa che, come ha dichiarato il bassista Paolo Gregoletto, ha dato alla band il tempo necessario per modellare il disco. Insieme a una consapevole apertura a influenze più ampie, “Crown In The Grave” emerge non come una semplice continuazione, ma come una deliberata evoluzione.

I cambiamenti dietro la batteria

Uno dei cambiamenti più significativi che hanno portato a “Crown In The Grave” è l'introduzione di Alex Rüdinger alla batteria. Dopo l'amichevole partenza di Alex Bent nell'ottobre 2025, Rüdinger, ex membro dei Whitechapel, è subentrato. Non era il primo contatto di Rüdinger con la band, in quanto era stato precedentemente preso in considerazione a metà degli anni 2010 prima di intraprendere altre strade. Il frontman Matt Heafy si è spinto fino a suggerire che, dopo tutti i recenti cambiamenti — inclusi i contributi di Rüdinger alla scrittura delle canzoni — i Trivium si sentono come una “band completamente nuova”, una dichiarazione significativa dato che gli altri tre membri suonano insieme dal 2004. Questo sentimento, derivante in parte dal percorso personale di Heafy attraverso difficoltà di salute mentale e una mentalità riformulata, indica uno spirito creativo rivitalizzato.

Un mondo costruito su horror giapponese e metal anni '90

Oltre ai cambiamenti di personale, la direzione artistica di “Crown In The Grave” segnala una spinta deliberata verso nuovi territori pur onorando l'identità fondamentale della band. Gregoletto descrive l'album come un equilibrio tra il riposare sui successi passati e il reinventarsi per il gusto di reinventarsi. La band ha tratto ispirazione dal film di Akira Kurosawa del 1957 “Il trono di sangue” (“Das Schloss im Spinnwebwald”) e si è addentrata più a fondo nell'horror e nel cinema giapponese dagli anni '50 agli anni '70. Questa influenza ha coltivato un'”atmosfera più cupa e spettrale” che ha guidato la musica, i testi e l'artwork. L'apertura dell'album, “Jorōgumo”, fa diretto riferimento a una donna ragno del folklore giapponese, cementando ulteriormente questa base tematica. Sebbene nuova, questa non è una strada del tutto inesplorata, dato che il loro album del 2008 si intitolava “Shogun”.

Sonicamente, i Trivium hanno anche guardato a un'epoca specifica del metal come guida. Gregoletto ha citato “The Black Album” dei Metallica, “Countdown To Extinction” dei Megadeth e “Superunknown” dei Soundgarden — tutti pubblicati tra il 1991 e il 1994 — come punti di riferimento. Questi album sono noti per la loro scrittura snella e il loro appeal più ampio. Ciò suggerisce un focus su composizioni memorabili piuttosto che sulla pura tecnicità, una nozione rafforzata dalla descrizione di Gregoletto del singolo “Dead Inside Of Me” come un riff death-metal suonato come una canzone stadium rock. L'album vede un ritorno al produttore Josh Wilbur, che ha lavorato a “What The Dead Men Say” del 2020, ma introduce una nuova collaborazione con il mixer Jacob Hansen.

La strada da percorrere: tour e tempi

Con l'uscita dell'album il 20 novembre 2026, i Trivium intraprendono immediatamente un tour da headliner in Nord America che durerà fino al 19 dicembre, con il supporto di Orbit Culture, Fit For An Autopsy e Frozen Soul. L'attesa per “Crown In The Grave” si estenderà nel nuovo anno per i fan europei, poiché la band sarà co-headliner di un tour con gli In Flames nella primavera del 2027, insieme a Paleface Swiss e VOLA. Ciò significa un divario di quasi cinque mesi tra l'uscita dell'album e il primo concerto tedesco, assicurando che le nuove canzoni saranno ben note al pubblico. Tuttavia, il formato a quattro band caratteristico di questi spettacoli più grandi potrebbe limitare il tempo di esibizione individuale dei Trivium, un compromesso comune per una maggiore visibilità.

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