'The Age Of Everything' di Marr: un'evoluzione toccante, non una reliquia
L'ultimo album solista di Johnny Marr trascende la mera nostalgia, mostrando come la perdita personale e i legami duraturi dell'amicizia possano forgiare nuovi percorsi creativi per una leggenda della chitarra.
Immagine generata con l'IA
In un'era spesso ossessionata dalla prossima grande novità, la capacità degli artisti esperti di innovare in modo significativo rimane una prospettiva avvincente, e talvolta impegnativa. I musicisti con decenni di carriera possono davvero evolvere, o sono destinati a rivisitare semplicemente le glorie passate? Il quinto album solista di Johnny Marr, The Age Of Everything, pubblicato il 2 ottobre 2026, offre una risposta risoluta, dimostrando che le profonde esperienze personali di figure leggendarie possono ancora infondere nel loro lavoro una freschezza e una profondità toccanti.
L'album ha attirato l'attenzione non solo per la sua accoglienza critica, ma per le influenze inaspettate, eppure profondamente sentite, che ne hanno plasmato il nucleo. Durante una sessione di registrazione per il brano “Beyond The Rain”, Marr ricevette una chiamata insolita dall'altra icona di Manchester, Noel Gallagher, che gli comunicava la tragica notizia che Gary “Mani” Mounfield, l'amato bassista dei The Stone Roses e Primal Scream, era scomparso il 20 novembre 2025. Questo momento cruciale, come Marr ha raccontato a Radio X, ha influenzato direttamente la direzione lirica di quello che ora considera il suo brano preferito dell'album, illustrando come i momenti più crudi della vita possano rimodellare la produzione artistica.
La mano invisibile dell'influenza
La scomparsa di Mani fu più di un semplice evento tragico; fu uno scossone che risuonò attraverso il processo creativo di Marr. Sebbene Marr dichiari esplicitamente di "non aver scritto di Mani", il bassista era innegabilmente "nelle nostre menti" mentre la canzone prendeva forma. Mani, una leggenda di Manchester, è scomparso all'età di 63 anni a causa di problemi respiratori legati a un enfisema di lunga data. Era famoso per la sua permanenza nei The Stone Roses, entrato a far parte della band nel 1987, e successivamente con i Primal Scream fino alla reunion dei The Stone Roses nel 2011. La notizia della sua morte ha scatenato innumerevoli tributi da parte di colleghi musicisti e fan, riflettendo il suo impatto sulla scena musicale.
Il legame di Marr con Gallagher era più profondo di una mera conoscenza professionale; le loro madri provenivano dalla stessa strada nella contea di Kildare prima di emigrare a Manchester, forgiando un background condiviso che trascendeva la musica stessa, come Yardbarker ha dettagliato. Anche Mani condivideva un profondo legame con entrambi gli uomini, essendo stato descritto da lui come uno che 'cercava sempre di convincermi a fare cose'. Questa profonda connessione e storia condivisa spiega lo shock che Marr e la sua band hanno provato quella mattina. Nonostante l'iniziale impulso di abbandonare la sessione, Marr ha ricordato la voce immaginata di Mani che lo esortava: "Coraggio, signor Marr, coraggio, devi continuare a spaccare". Questo potente sentimento li ha spinti a continuare, sebbene con un profondo peso emotivo.
Tornando il giorno successivo per registrare le voci per “Beyond The Rain”, Marr ha sottilmente riscritto alcune frasi. Una frase sul sole che sorgeva è stata trasformata nella toccante: "Brillo come un figlio del nord, di nuovo dove un tempo appartenevo", un gioco di parole deliberato che ha infuso nel brano un nuovo, più profondo significato. Questa alterazione sottile ma potente sottolinea come il dolore personale possa essere incanalato nell'arte, trasformando una canzone sul trovare un posto migliore in una dedica a un amico perduto, senza essere esplicitamente su di lui.
The Age Of Everything: uno specchio della modernità
The Age Of Everything è il quinto album solista di Johnny Marr, una testimonianza di una carriera solista che ha, inaspettatamente, prodotto più album in studio del suo periodo con i The Smiths. Questo ultimo disco trova Marr con un sound "più diretto, personale ed energico che mai", secondo Record Collector. Il titolo stesso dell'album parla chiaro sui suoi temi. Marr ha spiegato che, sebbene riconosca l'eccesso e la sovrastimolazione della vita moderna – le "troppe informazioni, troppa incertezza, troppo cambiamento" che definiscono la nostra era – accenna anche a un'interpretazione più profonda e positiva, suggerendo "infinite possibilità" e una "visione culturale diversa".
I brani dell'album affrontano il "rumore esterno", come i politici immorali e i social media, eppure l'ottimismo intrinseco di Marr spesso prevale. Brani come "Spin" e "Just Once More" mostrano il suo caratteristico indie-rock vibrante e melodico, caratterizzato da riff taglienti, ritornelli memorabili e linee di basso propulsive, una caratteristica particolarmente evidenziata in "Beyond The Rain" con la sua sequenza di accordi ispirata al flamenco. Mentre Paste Magazine ha dato all'album un C+, molti critici, come New Noise Magazine, lo hanno elogiato con un punteggio di 5/5, lodando il "lavoro di chitarra altamente creativo e un incredibile senso della melodia". Glide Magazine ha persino suggerito che potrebbe essere il "punto più alto" di Marr.
In definitiva, The Age Of Everything non è solo un altro album di un artista veterano; è un'evoluzione. Dimostra che l'innovazione non consiste sempre nel reinventare la ruota, ma nell'approfondire la narrazione. Permettendo a una tragedia personale di rimodellare sottilmente il suo lavoro, Marr ha creato un album che appare sia intensamente personale che universalmente risonante, riaffermando il suo status di narratore che sa trovare un significato profondo anche nel rumore travolgente del nostro mondo moderno.
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