“Corners” di Enrico Rava: la leggenda del jazz sfida l'età con audaci collaborazioni
Il nuovo album di Enrico Rava, “Corners”, è una dichiarazione audace di un maestro di 87 anni, che dimostra come la vera evoluzione artistica fiorisca attraverso nuove partnership e un approccio radicale alla composizione collettiva.
Foto: Mariomassone / Wikimedia Commons (CC BY-SA 4.0)
In un settore spesso ossessionato dalle tendenze effimere e dai giovani prodigi del momento, cosa significa per un artista celebre reinventare continuamente il proprio suono, specialmente all'età di 87 anni? Enrico Rava, il venerabile maestro italiano della tromba, risponde in modo risonante a questa domanda con il suo nuovo album, "Corners", pubblicato il 16 ottobre 2026 da ECM.
Questo non è semplicemente un altro tassello in una discografia leggendaria; è una vibrante affermazione del duraturo impegno di Rava per la crescita artistica. Con il suo dinamico nuovo quintetto, Fearless Five, insieme al leggendario sassofonista Joe Lovano, "Corners" si presenta come una lezione magistrale di collaborazione, spingendo i confini del jazz contemporaneo attraverso una visione condivisa e uno spirito avventuroso.
L'Alchimia di Gioventù ed Esperienza
Ci si potrebbe aspettare che un artista della statura di Rava si adagi su un solco confortevole, magari rivisitando glorie passate. Invece, "Corners" lo vede abbracciare una nuova generazione di musicisti italiani – Evita Polidoro alla batteria e voce, Matteo Paggi al trombone, Francesco Diodati alla chitarra e Francesco Ponticelli al contrabbasso – collettivamente noti come Fearless Five. Questa non è una semplice band di accompagnamento; è un collettivo forgiato da una genuina ammirazione reciproca. Rava stesso racconta la genesi, affermando: "Quella sera ci siamo divertiti così tanto sul palco, anche senza una vera prova, che più o meno ho deciso lì per lì che questa sarebbe diventata la mia nuova band", dopo un concerto improvvisato nel 2022 vicino a Roma [MusicalNews].
Questa partnership intergenerazionale è cruciale per la freschezza dell'album. Rava articola la sua filosofia: "Quello che mi interessa è trovare musicisti che abbiano una visione della musica non lontana dalla mia, stimolandosi a vicenda per creare musica collettiva" [Il Mattino di Padova]. Questo approccio produce ricchi dividendi, permettendo allo stile lirico distintivo di Rava di intrecciarsi con "nuove sfaccettature" portate in tavola dai suoi collaboratori più giovani, insieme alla sensibilità unica di Lovano [MusicalNews]. È una potente testimonianza di come nuove prospettive possano rinvigorire anche l'arte più navigata, dimostrando che l'eredità non consiste nel riposare sugli allori, ma nel costruire nuove fondamenta.
Un Approccio Radicale alla Composizione Collettiva
"Corners" si distingue non solo per il suo personale, ma per la sua radicale strategia compositiva. A differenza di molti album jazz guidati da un leader, Rava ha deliberatamente aperto le dighe creative, invitando tutti i membri dei Fearless Five e Joe Lovano a contribuire con brani originali. "Dato che tutti hanno le loro band, dove sono leader e compositori, ho pensato che avesse senso che ognuno di noi contribuisse con alcuni brani al nuovo album – questo rende 'Corners' piuttosto diverso dagli altri miei dischi", spiega Rava [MusicalNews].
Questa deviazione dal suo metodo abituale conferisce all'album una qualità diversa e imprevedibile. Come riporta Radio Subasio, Rava ha persino scherzosamente notato che i suoi giovani compagni di band, nonostante la loro intelligenza, hanno tutti portato delle ballate, creando un filo conduttore tematico inaspettatamente tenero [Radio Subasio]. Dall'evocativo brano d'apertura di Rava "Certi Angoli Segreti" al blues astratto di Lovano "Sun Rava" e i contributi profondamente personali come "Le Mie Gambe" di Evita Polidoro (con lei come vocalist) o "Mamma" di Matteo Paggi, l'album è un patchwork di voci individuali che si fondono in un insieme sorprendentemente coeso. Questa autorialità collettiva sfida il modello gerarchico tradizionale della direzione di una band, creando un paesaggio artistico genuinamente condiviso dove ogni angolo rivela qualcosa di nuovo.
L'Attrazione Duratura della Performance Non Scritta
In un'epoca di registrazioni meticolosamente rifinite, Rava e il suo ensemble hanno sposato un metodo di registrazione "vecchio stile": suonare insieme "come si faceva una volta", completando nove brani in soli tre giorni [Il Mattino di Padova]. Questo impegno per la spontaneità e l'interazione dal vivo è una caratteristica distintiva di "Corners", registrato tra il 21 e il 23 luglio 2025 all'Auditorium Parco della Musica di Roma, in coproduzione con Parco della Musica Records [MusicalNews].
Rava crede nella "magia" dei momenti non scritti, contrapponendola all'"ansiosa ricerca della perfezione" che può soffocare la creatività. "Di solito la prima versione è quella che finisce sul disco. Diciamo 'Buona la prima!' perché spesso la seconda è più pulita, ma meno vera", ha detto a La Verità. Questa filosofia sottolinea l'energia cruda e autentica che pulsa attraverso "Corners", dove "astrazioni libere e passaggi profondamente melodici si intrecciano strettamente lungo l'intero album, con un interplay sempre vigile" [MusicalNews]. È una potente dichiarazione contro la sovrapproduzione, ricordando agli ascoltatori che la vera essenza del jazz risiede nell'interazione dinamica, spesso imprevedibile, dei musicisti nel momento.
La Brillantezza Complementare di Joe Lovano
L'aggiunta di Joe Lovano come solista ospite eleva "Corners" a un altro livello. Rava e Lovano condividono una storia, avendo precedentemente collaborato all'album del 2019 "Roma", che ha spinto Le Monde a descriverli come "due dei più grandi del jazz – musicisti di intensa espressività" [MusicalNews]. La presenza di Lovano su "Corners" non è meramente decorativa; si integra perfettamente nel suono dei Fearless Five, il suo sassofono si eleva con un comando che sembra racchiudere "l'intera storia del bop americano" [MusicalNews]. La sua composizione originale, "Sun Rava", non è solo un omaggio ma un invito per il gruppo a esplorare "territori inesplorati", mostrando la sua capacità di adattarsi e ispirare [MusicalNews]. Questa collaborazione sottolinea il tema generale dell'album: che la musica più profonda emerge spesso da una confluenza di spiriti artistici diversi, eppure profondamente connessi.
"Corners" è un risultato notevole, una testimonianza della vitalità di Enrico Rava e una chiara dimostrazione che il più grande lavoro di una leggenda può ancora essere davanti a lui. È un album che premia l'ascolto ripetuto, rivelando le sue sottigliezze e strati ad ogni riproduzione, e un argomento convincente per il potere del dialogo intergenerazionale nell'arte. Lo raccomandiamo come un ascolto vibrante ed essenziale per chiunque cerchi un jazz che sfidi e ispiri veramente. Dopotutto, come osserva Rava, "senza libertà, la musica perde il suo incanto" [La Verità].
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