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Mauro Pagani, 'Tutto è già qui': il ruggito introspettivo di un maestro

Il primo album di inediti di Mauro Pagani in oltre due decenni non è solo un ritorno; è una profonda e decisa dichiarazione sull'arte, sull'eredità e sulla saggezza che si trova nello spogliare il superfluo.

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13 ottobre 2026
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Foto: Unknown author Unknown author / Wikimedia Commons (Public domain)

Può un artista, dopo sei decenni sotto i riflettori, offrire davvero qualcosa di nuovo, qualcosa che onori il suo passato e allo stesso tempo valuti criticamente gli stessi generi che ha contribuito a definire? Con l'imminente uscita di 'Tutto è già qui' il 16 ottobre 2026, Mauro Pagani, figura centrale della musica italiana, sembra pronto a rispondere con un sonoro sì, consegnando un album descritto come “intimo e arrabbiato” da Rolling Stone Italia. Questo non è solo un altro disco; è un significativo e introspettivo ritorno di un maestro, che dimostra come la vera arte possa evolversi con l'età, mantenendo la sua profondità distintiva e una prospettiva acuta.

A 80 anni, l'ultimo lavoro in studio di Pagani è la sua prima raccolta di canzoni originali da 'Domani' del 2003, segnando un notevole divario di 23 anni tra i progetti, secondo Mescalina.it. L'album, pubblicato da BMG, arriva in un periodo di profonda riflessione personale, evidenziato dal documentario “Andando dove non so. Mauro Pagani, una vita da fuggiasco.” Questo film, che include tre tracce del nuovo album, incluso il singolo 'Tutto mi manca', approfondisce la sua temporanea perdita di memoria a seguito di un problema neurologico, portando Pagani stesso a dichiarare, “Sono vivo per caso”, come riportato da Ondarock. Questa profonda esperienza infonde senza dubbio 'Tutto è già qui' di una qualità cruda e introspettiva.

La saggezza della sottrazione

Il percorso musicale di Pagani è una testimonianza di costante evoluzione e della volontà di guardare avanti, come il suo precedente album 'Domani' aveva già mostrato (Fonte 4). Dal suo ruolo fondamentale nella Premiata Forneria Marconi (PFM) alla sua leggendaria collaborazione con Fabrizio De André in album come 'Creuza de mä' e 'Le nuvole', è sempre stato una forza innovatrice, alla ricerca di nuovi territori sonori. Eppure, con 'Tutto è già qui', c'è un senso di distillazione, un raffinamento nato dall'esperienza. Le sue riflessioni sul lavoro con De André, che descrive come

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