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Hetfield contro Waters: l'eterna divisione tra arte e attivismo

Lo scontro infuocato tra James Hetfield e Roger Waters rivela un profondo abisso ideologico nella musica: un concerto è un rifugio o un pulpito?

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20 ottobre 2026
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Un concerto dovrebbe essere un santuario, un luogo dove il clamore del mondo esterno sfuma nel ruggito della musica pesante, o un palcoscenico per un urgente discorso politico? Questa annosa questione è stata riaccesa con la consueta veemenza dalla recente polemica pubblica tra il frontman dei Metallica James Hetfield e l'ex bassista dei Pink Floyd Roger Waters, esponendo una fondamentale spaccatura ideologica nel mondo della musica che è tutt'altro che nuova.

La controversia è iniziata il 10 ottobre, quando James Hetfield, durante la residency dei Metallica alla Sphere di Las Vegas, ha dichiarato che la band non è lì, “come altri intrattenitori, per influenzarvi con le loro stronzate”. Ha continuato: “Siamo qui... niente stronzate... siamo qui per dimenticare tutte le schifezze del mondo esterno, OK? L'agenda dei Metallica è amore, energia e musica heavy, baby!”. Sebbene Hetfield non abbia fatto nomi, i suoi commenti sono arrivati solo poche settimane dopo che il rapper Macklemore è stato rimosso da un tour di supporto a Ed Sheeran, in seguito ai commenti pro-Palestina e anti-ICE di Macklemore sul palco.

La narrativa del santuario: la posizione coerente di Hetfield

La dichiarazione di Hetfield alla Sphere non è un incidente isolato, ma piuttosto un filo conduttore costante in tutti i suoi commenti pubblici sul ruolo della musica. Per anni, il frontman dei Metallica ha sostenuto la separazione della politica dalle sue performance. Ha spiegato nel 2007 che la politica “lo fa impazzire” durante un'intervista riguardante la loro esibizione al Live Earth [Fonte 3]. Questo sentimento è stato ribadito nel 2017, quando Hetfield ha scelto di mantenere private le sue opinioni su Donald Trump, affermando che la politica “separa” le persone [Fonte 4]. Il suo impegno a mantenere questo confine è stato evidente anche nel 2008 quando ha espresso il suo dispiacere per l'uso della musica dei Metallica nella tortura statunitense dei prigionieri iracheni, sottolineando il suo desiderio che la band non fosse “collegata a una qualche dichiarazione politica” [Fonte 3]. Anche di recente, nel 2020, i Metallica hanno espresso la visione della loro musica come veicolo per promuovere l'unità in mezzo ai conflitti sociali [Fonte 4]. Nonostante la retorica contro la guerra presente in opere precedenti come Disposable Heroes del 1986 e ...And Justice For All del 1988, Hetfield ha costantemente mantenuto il suo personale disinteresse per piattaforme di concerti esplicitamente politiche [Fonte 3, Fonte 5].

La prospettiva del pulpito: la veemente replica di Waters

Roger Waters, da tempo sostenitore di cause politiche, ha prontamente replicato alla posizione di Hetfield durante un'apparizione al The Katie Halper Show. Waters ha attaccato Hetfield, definendolo un “completo stronzo” con “un quoziente intellettivo di circa tre”, chiedendosi perché si dovesse parlare di un “nessuno” che “potrà avere qualche centinaio di milioni di dollari o quello che sia, ma è uno stronzo” [Fonte 1, Fonte 3, Fonte 4]. Waters ha spinto oltre la sua critica, affermando che Hetfield “non è un musicista” e di averli sentiti suonare strumenti acustici, cosa che ha trovato “agghiacciante” [Fonte 1, Fonte 3]. Questa critica musicale è degna di nota, considerando che Rolling Stone ha nominato “Fade To Black” dei Metallica—che vede Hetfield alla chitarra acustica—la 35esima migliore canzone metal di tutti i tempi nel 2023 [Fonte 3]. Waters ha concluso le sue osservazioni con un appello alla solidarietà palestinese, una causa che ha ampiamente sostenuto, criticando persino Ed Sheeran per la rimozione di Macklemore dal tour [Fonte 1, Fonte 4].

Il contrasto tra il desiderio di Hetfield di un'evasione apolitica e la convinzione di Waters nella musica come veicolo di attivismo evidenzia una domanda fondamentale per artisti e pubblico: la musica può davvero essere divisa dalle complessità del mondo, o il suo potere richiede intrinsecamente un impegno?

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