QOTSA e Pixies scommettono che il rock di chitarre riempie ancora i palasport
Unire una band con un disco nuovo a un nome canonico dell'alt-rock in 16 date nei palasport USA è una scommessa più furba dei pacchetti nostalgia, e si addice a Perfecth.
Immagine generata con l'IA
Il rock di chitarre è ancora un business da palasport o solo un ricordo che continuiamo a pagare? I Queens of the Stone Age stanno per metterlo alla prova, e il modo in cui hanno impostato il test è più furbo di quanto sembri a prima vista.
I fatti sono semplici. Come riporta Consequence, la tranche statunitense del "Perfecth World Tour" parte il 1 maggio al Viejas Arena di San Diego e si chiude il 24 maggio al TD Garden di Boston. Pixies e Wheelchair Sports Camp sono le band di supporto. Le date sono 16, tra cui il Kia Forum, la Little Caesars Arena e una serata a Red Rocks. L'album, Perfecth, esce il 30 ottobre per Matador, e la prevendita per gli artisti inizia il 28 ottobre.
L'accoppiata è il prodotto
Guarda che cosa vende un pacchetto così. I Pixies sono il nome canonico, la band la cui presenza dice a un fan di lunga data che la serata vale la baby-sitter. I QOTSA sono il nome attuale, con un disco nuovo e una ragione per esistere nel 2027. A nessuno dei due si chiede di reggere da solo un palasport, ed è questo il punto. Una band storica da sola vende memoria. Una band attuale da sola deve dimostrare il proprio valore in ogni mercato. Insieme, si coprono a vicenda il lato debole.
Crediamo che sia anche il modello onesto per il rock di oggi. Il genere non ha un vivaio di nuovi headliner da palasport, quindi la mossa sensata è costruire un cartellone in cui la vecchia guardia garantisce per la nuova, e la nuova evita che la vecchia sembri un museo. Aggiungere Wheelchair Sports Camp, una formazione hip hop sperimentale, è un segnale piccolo ma gradito che qualcuno ha pensato il cartellone oltre l'ovvio.
Perfecth è il disco giusto per venderlo
C'è un rischio. Il tour si sarebbe potuto vendere facilmente solo sui riff. Ma le prime recensioni descrivono altro. Uncut lo definisce l'album "più caldo, saggio ed emotivamente diretto" della band, e sostiene che la pesantezza funzioni sempre più da camuffamento della tenerezza. Record Collector, nella sua recensione, si spinge oltre e lo considera un culmine di carriera da archiviare accanto ai classici.
Le recensioni non sono biglietti venduti, e saremmo cauti nel prendere due testi entusiasti come un verdetto. Eppure un QOTSA più melodico, con una patina anni Settanta, forse sta meglio in una sala grande che in una claustrofobica. Brani costruiti su ganci e ritornelli da cantare in coro arrivano fino all'ultima fila. Se il pubblico verrà per il materiale più acustico o aspetterà i riff è la domanda aperta, e probabilmente la cosa più interessante di queste serate.
Cosa potrebbe andare storto, e perché andremmo lo stesso
La riserva onesta è che un annuncio non è un sold out. Non abbiamo dati sulle presenze, e i palasport non perdonano quando un cartellone convince solo a metà. Sedici date sono anche un giro modesto e controllato, non un giro d'onore. Proprio per questo ci piace: sembra una scommessa dimensionata sul richiamo reale della band, non sulla sua leggenda.
Pensa all'alternativa, un tour sconfinato negli stadi in cui deve andare tutto per il verso giusto. I QOTSA hanno già fatto gli stadi quest'anno, aprendo per i Foo Fighters, ma fare da headliner nei palasport con un partner scelto a mano è una posizione più intima e più credibile. Permette alla band di essere l'evento principale senza fingersi un'operazione nostalgia.
Il verdetto: è così che dovrebbe andare in tour nel 2027 un'istituzione del rock di medie dimensioni. Abbinare il disco nuovo a un nome di cui la gente si fida, tenere il giro compatto e lasciare che siano le canzoni a parlare. Se aspettavi un cartellone di rock di chitarre che non sembri una reunion, segna la data della prevendita. E se i palasport si riempiono, aspettati che molti altri promoter copino la formula.
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