La vera notizia dei Stones non è il tour: è che fanno ancora album
Un 27º album in studio, «Foreign Tongues», dopo «Hackney Diamonds» conta solo se i Stones vivono il tardo percorso come urgenza creativa e non come manutenzione del marchio.
Immagine generata con l'IA
La cosa più interessante che i Rolling Stones possano fare nel 2026 è davvero un altro tour? Noi non lo pensiamo. Il tour è la parte prevedibile. La sorpresa è che una band così avanti con gli anni faccia ancora album, e questo cambia il modo in cui la strada va giudicata.
Nel Sunday Sitdown di questa settimana, riferisce TODAY.com, Mick Jagger, Keith Richards e Ronnie Wood si sono seduti con Willie Geist per parlare del 27º album in studio della band, «Foreign Tongues». Hanno parlato anche di come si sono ritrovati e della perdita del batterista Charlie Watts, e hanno offerto la loro teoria della longevità. In una puntata precedente, del 14 giugno 2026, Jagger ha parlato del disco, del legame con Richards attraverso il blues e del suo piano di continuare a fare musica.
È quasi tutto ciò che ci dà la documentazione. Non abbiamo tracklist, data di uscita né dettagli sul tour, e non faremo finta di averli. Abbiamo però il contesto: «Hackney Diamonds», nel 2023, è stato, secondo Rolling Stone, il loro primo album in studio di inediti dai tempi di «A Bigger Bang» del 2005.
La lunga pausa è finita, ed è questa la storia
Per quasi vent'anni un nuovo disco dei Stones è stato una voce di corridoio. La band era un'istituzione dei tour con un catalogo, e il catalogo faceva il lavoro. Ora arriva un nuovo album dopo un disco del ritorno. Qualunque cosa sia «Foreign Tongues», un altro album dopo una siccità così lunga suggerisce, a nostro avviso, che quello del 2023 non fosse un gesto commemorativo isolato.
È importante perché un album tardivo può essere un giro d'onore. Più di uno comincia a somigliare a una band al lavoro. Le band al lavoro a volte fanno dischi peggiori, ed è proprio questo il punto: rischiano qualcosa.
La complicità è un argomento migliore dell'«eredità»
Quando la band promosse «Hackney Diamonds», la CBS News citò Jagger mentre diceva di aver sfidato Richards a fissare una scadenza per un album. Wood disse che fare dischi oggi non era diverso da 20 o 40 anni fa, perché non si può perdere la complicità e la musica dal vivo. Richards disse che il brivido di scrivere è la sensazione che «questa potrebbe essere fantastica», anche se la canzone poi viene pessima.
Lo troviamo più convincente di qualsiasi discorso sul patrimonio. Scadenze, riff e una stanza piena di persone sono un metodo creativo. Una strategia di marchio non ammetterebbe mai che una canzone possa venire pessima.
La stessa intervista mostra anche l'altra attrazione. Jagger era contento che un video di «Angry» realizzato con l'aiuto dell'intelligenza artificiale non richiedesse nulla alla band («non abbiamo dovuto fare niente», ha detto), e su uno show con ologramma ha affermato: «Succederà, ne sono sicuro». È la tentazione del rinnovamento del marchio alla luce del sole: rendere i Stones scalabili e lasciare che l'immagine sopravviva alle persone. È onesto da parte sua dirlo, ma è l'opposto dell'urgenza.
Cosa dovrebbe dimostrare il tour
In tour i Stones possono scivolare facilmente nella trappola della tribute band. Un critico di Substack, Wayne Robins, ha elogiato un album dal vivo perché suonava «entusiasta e fresco» invece che come «zombie annoiati», e ha preso in giro le infinite compilation della band. Prenderemmo in prestito il criterio, non il verdetto: i nuovi brani dividono il palco con i successi o vengono compressi in uno spazio di cortesia mentre «Start Me Up» comanda lo show?
La nostra previsione, chiaramente una congettura, è che la scaletta si appoggerà comunque molto ai classici. Va bene, purché il materiale nuovo non venga trattato come un pretesto per il merchandising. Il segnale più eloquente sarà quanti brani di «Foreign Tongues» entreranno in una scaletta quando emergeranno i dettagli del tour, dato che la documentazione non ne fornisce alcuno.
Prima ascolta il disco, poi compra il biglietto
Entusiasmati, ma per la cosa giusta. La storia è una band che fa ancora album nuovi, perché suggerisce, a nostro parere, che ha ancora bisogno di fare cose, non solo di essere cose. Se il tour lo conferma con un rischio vero, conterà. Se diventa un giro del catalogo con una maglietta nuova, no. Per ora, ascolta prima il disco e compra il biglietto dopo.
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