I divieti di smartphone ai concerti funzionano solo se i fan ricevono qualcosa in cambio
Il tour nei club senza telefoni di Ski Aggu è una risposta giusta a un pubblico di schermi, ma funziona solo se offre un'alternativa vera e non è solo una mossa di marketing.
Foto: Hannah Rodrigo hannahrodrigo / Wikimedia Commons (CC0)
Chi decide cosa fai del ricordo di una tua serata? È questa la vera domanda dietro ogni divieto di telefoni a un concerto, ed è per questo che l'ultimo annuncio di Ski Aggu è più interessante di una bizzarra regola da tour.
Ecco la versione breve. Il rapper berlinese, 28 anni, ha annunciato l'«Insider Tour 2027»: dieci date nei club in Germania, Austria e Svizzera tra febbraio e marzo 2027, con i telefoni «strengstens verboten» (severamente vietati) durante gli show. Arriva dopo il suo quarto album, «Ski Aggu Musik», uscito il 16 ottobre. Il motto del tour è «Keine Handys. Keine Außenstehenden. Nur die, die wirklich dazugehören.»
Niente controllo delle borse, niente custodie sigillate. Come riporta BZ Berlin, si affida alla fiducia: pensa che il pubblico rispetterà la regola.
Il divieto è giusto, perché il problema è reale
Chiunque sia rimasto dietro a una foresta di braccia alzate conosce la lamentela. Perfino oeticket, il portale austriaco di biglietteria, che difficilmente è ostile ai fan, ammette che a molti concerti gli artisti si vedono solo attraverso gli schermi degli altri. La spiegazione dello stesso Ski Aggu è di un'onestà disarmante. Si definisce una «handysüchtige Person» (una persona dipendente dal telefono) e dice che l'uso collettivo è andato troppo oltre. Non è contrario a filmare per principio e fa notare che molte discoteche funzionano già così.
Questa impostazione ci convince più della solita predica sull'«essere presenti». Non fa la morale. Ammette che un pubblico, come una persona, a volte ha bisogno che gli si tolga la tentazione. Una regola che tutti rispettano è più facile da vivere di una forza di volontà che ciascuno deve trovare da solo.
Il rischio: un divieto non è un'esperienza
Qui non siamo d'accordo. Un divieto toglie soltanto. Se la serata è semplicemente la stessa serata senza telefoni, il fan ha perso la possibilità di condividerla e non ha guadagnato nulla in cambio. Il divieto va abbinato a qualcosa che faccia valere il sacrificio: uno spettacolo che premi l'attenzione, un locale abbastanza piccolo da rendere reale la vicinanza, la sensazione di esserci stati mentre altri no.
Ski Aggu parte avvantaggiato. Un tour nei club, dal Moya Kulturbühne di Rostock al Gasometer di Vienna, in un contesto relativamente modesto, si adatta alla proposta «solo per chi c'è dentro» meglio di qualsiasi arena. Tenere il pubblico ristretto è l'alternativa, non solo la regola.
Ciò che manca, per ora, è un qualunque segnale su come condividere la serata dopo. L'annuncio, per come è stato riportato, non cita foto ufficiali, un video dopo lo show né altri contenuti per i fan che non possono filmare. È una lacuna. Un divieto che mette ogni condivisione nelle mani dell'artista comincia a somigliare a controllo, non a comunità.
È una trovata? I dati di vendita non lo diranno
I cinici diranno che «quello che succede qui resta qui» è uno slogan di marketing. Onestamente, lo è. La scarsità è un ottimo modo per vendere biglietti, e oeticket suggerisce che il concerto di Vienna andrà esaurito in un attimo, forse proprio perché i telefoni sono vietati. È un'aspettativa, non un risultato, e la tratteremmo come una previsione.
Ma una regola può essere buona e redditizia allo stesso tempo. Conta la coerenza. Oeticket ricorda che Iron Maiden e Ghost hanno chiesto ai fan di tenere il telefono in tasca, e che Bob Dylan e Phoebe Bridgers vanno oltre e fanno chiudere i telefoni sotto chiave. BZ Berlin aggiunge che RIN e Schmyt hanno chiamato il loro tour congiunto «No Phones Allowed». È una tendenza più ampia di una singola trovata pubblicitaria e suggerisce che molti artisti sono stanchi di trovarsi davanti un muro di schermi.
Anche la controargomentazione merita rispetto. Oeticket sottolinea che gli artisti più piccoli guadagnano attenzione dai video dei fan e che la carriera di Chappell Roan ha beneficiato del fatto che diventassero virali su TikTok senza alcun costo per lei. Ski Aggu ha costruito il proprio pubblico su TikTok e Instagram. L'ironia è evidente, ma spiega anche perché il divieto abbia senso per lui adesso: può permetterselo, perché la parte virale è già avvenuta. Un esordiente probabilmente no.
Il nostro verdetto
Vieta pure gli schermi se devi, ma meritatelo. La nostra opinione: i concerti senza telefoni sono una buona idea per artisti che hanno già un pubblico, suonano in sale abbastanza piccole da garantire intimità e danno ai fan un motivo per sentire di aver ricevuto qualcosa di unico. Sono una cattiva idea come regola generale per chi ha ancora bisogno di farsi scoprire, o come modo a buon mercato per sembrare autentici.
L'approccio di Ski Aggu, basato sulla fiducia, è il punto di partenza giusto. Se i fan lo rispetteranno, il tour dimostrerà che a un pubblico si può chiedere, non imporre. Se non lo faranno, il divieto sarà stato solo uno slogan. Speriamo che funzioni, e vorremmo che il prossimo artista aggiungesse qualcosa alla serata, non solo sottraesse.
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