Tornano i Dead Man's Bones: devono reggere le canzoni, non Gosling
Dopo 17 anni Ryan Gosling e Zach Shields tornano con musica nuova. La celebrità compra il primo ascolto, ma solo le canzoni possono garantire una seconda vita.
Immagine generata con l'IA
Esiste un genere più guardato con sospetto della band dell'attore famoso? Abbiamo tutti imparato a prepararci al progetto di vanità: la scrollata di spalle educata, gli ascolti per curiosità, la scomparsa silenziosa. I Dead Man's Bones, il duo formato da Ryan Gosling e Zach Shields, tornano dopo 17 anni, e la domanda interessante non è se la gente cliccherà. È se a qualcuno importerà ancora tra un mese.
Quello che sappiamo, che per ora non è molto
Il ritorno è stato annunciato, ma i dettagli sono scarsi. Secondo la dpa, la nuova musica è attesa martedì 27 ottobre, come rivela un video condiviso su Instagram da Eva Mendes, moglie di Gosling. L'esordio omonimo è uscito il 6 ottobre 2009 per ANTI- Records ed è stato realizzato con il Silverlake Conservatory Children's Choir. Non abbiamo un titolo, una tracklist né indicazioni se sarà un singolo, un EP o un album, quindi tutto quel che segue è opinione su una pagina bianca.
L'esordio ha già dimostrato che il trucco funziona
Ecco perché siamo più ottimisti di quanto meriti il curriculum del genere. Quel primo album non è mai stato costruito come veicolo per una star. Secondo la pagina dell'etichetta della band, è nato come colonna sonora di uno spettacolo teatrale su una storia d'amore tra un mostro e un fantasma. I due hanno suonato ogni strumento, anche quelli che non avevano mai toccato, e si sono dati delle regole: niente click, non più di tre take per canzone. È una band con un'idea e un vincolo, e idea e vincolo sono ciò che separa un progetto da un hobby.
La prova sta in come la musica ha viaggiato senza di lui. "In the Room Where You Sleep" è finita nella colonna sonora di The Conjuring, e "Lose Your Soul" compare nella serie Netflix del 2026 The Boroughs, secondo Wikipedia. Si cita anche Behemoth come band ispirata all'idea del coro di bambini per il suo album del 2018. Un disco che anni dopo continua a essere preso in prestito e piazzato non è una curiosità da celebrità. A nostro avviso, è un album di culto che per caso porta un nome famoso.
La fama è un prestito, e il 2026 è l'anno della scadenza
Il pericolo è evidente. Gosling arriva con un peso culturale molto maggiore rispetto al 2009: l'articolo della dpa ricorda la sua esibizione di "I'm Just Ken" da Barbie nel 2024 e l'Oscar 2017 per "City of Stars" di La La Land. Questo aiuta l'attenzione e danneggia le aspettative. Chi lo ha scoperto con Ken potrebbe volere un'strizzatina d'occhio. Una band costruita su inquietanti cori di bambini e su una fantasia gotica sincera non può strizzare l'occhio senza spezzarsi.
A nostro avviso, la mossa più intelligente sarebbe resistere a ogni tentazione di sfruttare il momento. Niente ironia, niente involucro nostalgico, niente appoggio al personaggio cinematografico. Il primo disco funzionava perché prendeva sul serio i fantasmi. Un seguito che giochi lo stesso gioco, con la stessa imperfezione artigianale, farebbe anche l'unica cosa che un progetto di celebrità convenzionale non fa mai: sembrare un po' fuori moda di proposito.
C'è anche un vantaggio concreto per tutti noi. La macchina della promozione spingerà ascoltatori curiosi verso un album di 17 anni fa che, crediamo, meritava un pubblico più ampio. Le retrospettive lo hanno già definito sottovalutato e, per una volta, il nome da prima pagina potrebbe fare un favore a ciò che è sottovalutato.
Il nostro verdetto
Ascolta il 27 ottobre con un test in mente: lo metteresti su se non avessi mai sentito parlare di chi canta? Se sì, i Dead Man's Bones si sono meritati una seconda vita. Se no, avranno il loro ciclo di notizie e il primo album resterà, in silenzio, l'argomento migliore. Scommettiamo sulle canzoni, soprattutto perché la prima volta c'erano solo quelle.
Ancora nessun argomento: apri il primo.
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