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Redazione Musisfera
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I Queens of the Stone Age provano che il rock vince ancora restando strano

Con Perfecth, un album di 36 minuti nato da vecchie sessioni, un brano finale con Grohl alla batteria e deviazioni di genere, i QOTSA dicono che l'arma migliore di una band veterana è la stranezza, non la sicurezza.

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31 ottobre 2026
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Immagine generata con l'IA

Che cosa fa una rock band dopo trent'anni, quando nessuno aspetta una reinvenzione e tutti aspettano un tour di grandi successi? Se sei i Queens of the Stone Age, a quanto pare pubblichi un album di nove brani, lo intitoli Perfecth, lo costruisci attorno all'arte giapponese di riparare la ceramica rotta con l'oro e lo chiudi con la lettera di un padre al figlio maggiore. Non è la mossa sicura. È quella interessante.

I fatti sono modesti; le scelte no

Perfecth, nono album della band, è uscito il 30 ottobre per Matador Records. Dura circa 36 minuti, il che, come nota Billboard, lo rende il più breve della loro carriera. È stato preceduto da «Easy Street», «Insignificant Other» e «Where the Goth Girls At?», e poi dal quarto singolo, «Run Away From the Mob», il brano di chiusura.

Quel brano finale fu registrato originariamente nel 2013 con Dave Grohl alla batteria. Josh Homme dice nel comunicato della band che le canzoni non erano finite fino ad ora perché, parole sue, «non ero ancora qualificato per finirle». La canzone, dice, è «una lettera» a un figlio maggiore, e il finale è «il suono di un padre in piedi dietro suo figlio». Consequence la descrive come essenziale e morbida fino ai 2:45, quando batteria e chitarre alzano il volume per l'ultimo minuto.

Trattenere il rumore è la cosa più audace qui

Pensa alla scelta. Una band nota per la potenza dello stoner rock pubblica un ultimo singolo che aspetta quasi tre minuti prima di colpire duro. È pazienza, e la pazienza è esattamente ciò che il singolo dell'era dello streaming di solito punisce. A nostro avviso è anche il motivo per cui la campagna di lancio ha funzionato: ciascuno dei quattro singoli sembrava puntare altrove, con i critici che definivano «Easy Street» «psichedelica» e «decisamente surreale», «Where the Goth Girls At?» «un banchetto di dissolutezza rock, trascinato dal basso e dirompente» e «Insignificant Other» un «congedo deliziosamente spietato». Lo stesso Homme dice che ogni canzone suona come di un mondo diverso, e che è voluto.

L'attesa, crediamo, non nasce dalla rassicurazione. Nasce dal non sapere come sarà il brano successivo. Una band che pubblica quattro singoli che suonano come lo stesso disco ti ha già detto tutto. Una band che ti dà un addio in falsetto, una cavalcata guidata dal basso e una lettera d'addio sommessa ti fa venire voglia di ascoltare tutto in ordine.

L'ostacolo non è l'età; è la ripetizione

Il dettaglio più convincente è come è stato fatto l'album. Le sessioni sono andate da New Orleans a Los Angeles, e il vecchio materiale, compreso quel brano del 2013, è stato ripreso. Homme descrive un disco «molto crudo, dal suono molto naturale», suonato in gran parte con tutti nella stessa stanza, «proprio come negli anni Settanta». Billboard dice che flirta con art rock, jazz, folk e country blues. Pitchfork lo definisce una delle loro musiche più rilassate e spaziose da anni.

C'è una lezione per gli artisti storici del rock. Riciclare il suono dell'età dell'oro è la scommessa facile, quella che fa sembrare un nuovo album un souvenir. Riaprire lavori incompiuti, cambiare città e lasciare che le canzoni divergano è più rischioso, ma dà una ragione di esistere oltre al catalogo. Se ogni brano colpisca nel segno è un'altra questione, e non tutti sono convinti: la recensione di VICE definisce il disco «un po' anonimo» per gli standard della band, pur riconoscendo che il quintetto si ritrova in vari momenti. Questa spaccatura è sana. Un album che tutti dicono sicuro non fa discutere, e un album di cui si discute viene riascoltato.

Una riserva da tenere a mente: la cornice del «kintsugi» è della band stessa, e un concept può essere una mano d'oro di marketing su crepe comuni. Preferiamo giudicare la musica più che la metafora. Ma la metafora almeno si impegna su qualcosa, come un tour che parte il 1° maggio 2027 a San Diego con i Pixies in cartellone.

Verdetto: ascoltalo in ordine e discutine

Le band di chitarre non devono dimostrare di essere ancora rilevanti; devono dimostrare di essere ancora curiose. Perfecth è breve, strano e personale, e non chiede la tua nostalgia. Il nostro consiglio: lascia perdere l'ascolto singolo per singolo, ascoltalo dall'inizio alla fine con il brano di chiusura come ricompensa e decidi tu se la stranezza è meritata. A giudicare dal dibattito, è il miglior argomento a favore degli album rock dei veterani che abbiamo visto quest'anno.

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